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Brooklyn e periferia

Ora siamo in hotel, a fare il punto su questi giorni in cui abbiamo cominciato a chiarire le idee, cambiare fuso orario e sopportare meglio i piedi doloranti per i chilometri su e giù dalle avenue.

Fuori piove, ma a sto giro non ci siamo bagnati come ieri, che abbiamo attraversato tutto il ponte di brooklyn a piedi (una mezz’ora) sotto una pioggia battente. e non siamo nemmeno così stanchi come ieri notte che, dopo il concerto dei Pelican e degli Isis (+ Thomb @Fillmore ), abbiamo vagato alla ricerca di un posto dove pisciare (:P) tra i Mc Donald’s e i bar della Settima Avenue.

Inutile starvi a dire troppo: dovevate esserci l’altra sera a sentire i Gomez in questo posto che si chiama Terminal-5, che è il club da concerti come dovrebbe essere, con un impianto che faceva suonare la band meglio che su un hi fi di un’audiofilo.

I taxi guidano velocissimi, i personaggi che girano sono gente uscita da Fuori Orario (il film) e i negozi sono quelli che sogneresti per fare ogni cambio stagione. meglio non guardare il conto della carta di credito…

Infatti unico “neo” (se lo dobbiamo definire così…) è che a New York c’è tutto quello che hai sempre sognato in breve tempo e a portata di carta: per noi con l’euro forte le tentazioni sono state tante…praticamente tutte colte!

Da segnalare calorosamente Brooklyn coi suoi negozi vintage e paccottaglia a buon prezzo, Williamsburg che praticamente è la zona Radical, che tutti sembrano usciti da un video degli Strokes: bellissimo!

Che dire: carta di credito leggera…siamo tornati bambini ;)

A presto!